Vincitori 2018

Vincitori "Bologna Award" e "City of Food Master" 2018


 

VINCE BOLOGNA AWARD 2018 L’AMBIENTALISTA INDIANA

Sunita Narain


Sunita Narain è una scrittrice e attivista ambientalista fra le più note a livello planetario. Conduce la sua ricerca con rigore forense unito alla passione, perché la conoscenza possa portare ai cambiamenti di cui la terra ha bisogno. E’ Direttore Generale del CSE - Centro di ricerca per la scienza e l'ambiente (CSE) di New Delhi e redattore della rivista quindicinale Down To Earth. Nel 2016 è stata inserita dalla rivista TIME nell'elenco delle 100 persone più influenti del mondo. Ha preso parte al film di Leonardo di Caprio “Before the flood” per la sensibilizzazione sul futuro del pianeta.  Sotto la sua guida CSE ha conquistato una notorietà vastissima attraverso campagne, ricerche e pubblicazioni. L'indice annuale Global Go To Think Tank dell'Università della Pennsylvania, riferimento del settore sul piano internazionale, ha posizionato per tre anni consecutivi, dal 2015 al 2017, il CSE fra i think tank ambientalisti più influenti dei Paesi in via di sviluppo. Nel 2015 CSE è stata anche riconosciuta come "istituzione pubblica dell'anno" dal principale standard commerciale indiano, il Business Standard.

La carriera di Sunita Narain è iniziata nei primi anni '80 come co-ricercatrice di Anil Agarwal, fondatore di CSE. È stata co-autrice di pubblicazioni influenti sull'ambiente dell'India, condotto ricerche approfondite sulla governance e la gestione dell'ambiente del paese e ha diretto campagne sul controllo dell'inquinamento atmosferico, sulla gestione delle acque delle comunità, sull'industrializzazione sostenibile e su cibo e tossine, tra gli altri. Nel corso dell'anno, attraverso i suoi test analitici su diversi campioni di alimenti, CSE è stata in prima linea nel richiedere una politica alimentare progettata deliberatamente per l'alimentazione, i mezzi di sussistenza, la biodiversità e la sostenibilità. Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti, fra questi: nel 2005 è stata insignita del Padma Shri dal governo indiano. Nello stesso anno ha ricevuto il prestigioso Stockholm Water Prize per il suo lavoro sulla raccolta dell'acqua piovana e sulla gestione delle risorse idriche a livello di comunità. Penguin ha recentemente pubblicato il suo nuovo libro "Conflicts of Interest", in cui ha scritto delle campagne di CSE dall'inquinamento atmosferico alle tigri.

Sunita Narain ha prestato servizio in importanti comitati del governo indiano per promuovere la politica ambientale e di sviluppo verso obiettivi di equità, sostenibilità e sostentamento. Nel 2005 ha presieduto la Task Force della Tigre sotto la direzione dell'allora Primo Ministro dell'India, per sviluppare un piano d'azione per la conservazione nel Paese dopo la perdita di tigri nel Parco Nazionale di Sariska. È stata membro del Consiglio del Primo Ministro per i cambiamenti climatici e dell'Autorità nazionale per il bacino del fiume Gange. Continua a prestare servizio nelle commissioni nazionali e internazionali sull'ambiente. È sostenitrice del forum EAT e membro del comitato consultivo EAT. La voce di Sunita Narain, con il suo fascino appassionato e il profondo impegno nei confronti di alcune delle questioni ambientali più critiche del Sud del mondo, è stata fondamentale per mantenere vive queste questioni nella mente dei politici, dei governi, delle parti interessate e della gente in generale.

 

 

MENZIONE SPECIALE BOLOGNA AWARD 2018

Dèvelo Laboratorio di Cooperazione

Università di MIlano

L’agroecologia come chiave di volta per lo sviluppo e l’evoluzione sostenibile della produzione alimentare. Questa l’intuizione di un gruppo di studenti e aiuto ricercatori della Facoltà di Agraria a Milano. Consapevole che questo obiettivo si conquista solo attraverso il confronto, l’integrazione dei progetti, l’evoluzione condivisa e soprattutto attraverso la formazione di capitale umano, hanno fondato alcuni anni fa Dèvelo, Laboratorio di Cooperazione internazionale. Un’Associazione che porta avanti i suoi progetti nel segno della agroecologia: «corso che ancora non esiste nelle facoltà di Agraria delle università italiane – spiega il presidente Pietro De Marinis, assistente alla ricerca all’Università di Milano – e proprio per questo anni fa abbiamo deciso di autoorganizzarci dopo varie esperienze di cooperazione internazionale. Le università di Milano e Bologna sono il riferimento per le produzioni intensive dell’agricoltura padana». Dèvelo è nato nel 2015 con Expo: gli studenti facevano da ‘divulgatori’ di un progetto in Senegal finanziato dal Comune di Milano e dalla FAO con contenuti legati all’agroecologia. Subito dopo è arrivata l’occasione di Haiti attraverso un progetto finanziato dalla Tavola Valdese con l’8 per mille in collaborazione con l’Università di Haiti per la gestione delle acque dell’agricoltura. Si è cominciato allora a investire per creare capitale umano con i Paesi terzi (nella fattispecie un dottorando haitiano è poi tornato ad Haiti per sperimentare sul campo alcune tecniche). E successivamente gli studenti di Agraria sono andati personalmente ad Haiti per attivare corsi e seminari di controllo sulle aflatossine del mais, le tossine prodotte da famiglie di funghi su grano e cereali. Tossine cancerogene che aggrediscono il grano dopo la raccolta nelle fasi di immagazzinamento. Il progetto è al secondo anno, valore aggiunto è la formazione sul campo degli agricoltori che seguono la sperimentazione - applicazione delle tecniche agricologiche per il contenimento delle aflatossine. 

Plus del progetto è il modello completamente inedito, in Italia: per la prima volta gli studenti di una facoltà si sono messi in campo, auto organizzandosi per ricerche su qualcosa che non esiste sul piano accademico, l’agroecologia. Da soli hanno reperito il finanziamento per formare capitale umano nei Paesi in via di sviluppo attraverso le tecniche agricologiche. 

 

 

Vincitori del City of Food Master 2018 

Joseph Puglisi, Caterpillar Radio2 Rai, Antonia Klugmann, Filippo La Mantia, Nick Difino, Giovanni Delù.

 

Joseph Puglisi

Joseph D. Puglisi, Ph.D. e Presidente di SAB, professore presso il Dipartimento di Biologia Strutturale dell'Università di Stanford e membro dell'Accademia Nazionale delle Scienze, ha conseguito una laurea in chimica presso la Johns Hopkins University e un dottorato di ricerca in Chimica Biofisica all’'UC Berkeley. Durante il suo periodo di ricerca all’Università di Standford forma il PuglisiLab, il cui obiettivo è quello di indirizzare i processi che coinvolgono l'RNA con nuove strategie terapeutiche. Diventa poi membro di Bio-X, un istituto di bioscienze interdisciplinare all'avanguardia. Fondatore di una società chiamata Beyond Meat. Joseph entra a far parte del Comitato consultivo scientifico della realtà Beyond Meat.

Il suo grande progetto: Beyond mea

Il progetto Beyond Meat è stata fondato a Los Angeles nel 2009 da Ethan Brown. L’idea nasce in un contesto in cui le tematiche ambientali riguardanti il cambiamento climatico, la salute ed il rispetto delle risorse naturali e dell’ambiente animale sono all’ordine del giorno. L’intento di trovare soluzioni alternative che rispettino e migliorino la vita sul pianeta. I prodotti marchiati Beyond Meat sono diventati disponibili a livello nazionale nel Whole Foods Market soltanto nel 2013. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel mondo delle proteine alternative che vede come protagonista un hamburger vegano composto al 100% da proteine di origine vegetale. Beyond Burger è un burger che ha la stessa resa e lo stesso gusto della carne bovina. La ricerca di Beyond Meat ha portato alla vera e propria realizzazione di una “non carne” che ha l’aspetto, il gusto, la succosità, il profumo e la consistenza della carne di mucca. Il prodotto non presenta alcune tracce di glutine. Il burger ha un altissimo apporto di proteine ed è ricco di ferro come la carne animale. Inoltre non contiene OGM, soia, ormoni o antibiotici ed è privo di colesterolo e glutine. Questo tipo di proteine è adatto sia a chi sceglie una dieta vegana sia a chi ama la carne ma vuole ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla propria salute. E’ stato calcolato infatti che il risparmio rispetto alla lavorazione della carne animale intensiva equivale al 95% di terra utilizzata, al 75% di acqua, con un abbattimento delle emissioni di gas serra dell’87%.

In Italia, il Beyond Burger è approdato il 26 settembre nella catena di ristoranti gourmet WellDone, tra le 5 migliori hamburgerie d’Europa dal Wall Street Journal. Il Beyond Classic e il Beyond Welldone verranno proposti senza alcun cambiamento nella ricetta e nel prezzo, in modo da donare al consumatore un’esperienza ricca in gusto, salute e sostenibilità.

Caterpillar Radio2 Rai 

Bologna Award 2018 va a Caterpillar, il programma cult di Rai Radio2, in segno di ringraziamento per la capillare sensibilizzazione portata avanti quotidianamente attraverso le scelte e i contenuti redazionali intorno ai valori della sostenibilità ambientale e agroalimentare. Il Premio sarà consegnato a Bologna agli autori - conduttori di Caterpillar, Massimo Cirri e Laura Troja. Nato nel 1997 da un'idea di Massimo Cirri e Sergio Ferrentino, dal 2000 avvicendato alla conduzione da Filippo Solibello, Caterpillar è scandito quotidianamente, da lunedì a venerdì, una fascia “am” di prima mattina e da una fascia in onda a fine pomeriggio. L’attenzione per l’educazione ambientale e alimentare è testimoniata da uno storico impegno della trasmissione, attraverso eventi come “M’illumino di meno” per la sostenibilità energetica e “Primo non sprecare”, il format di pranzi e ceni con cibo di recupero avviato insieme alla campagna Spreco Zero di Last Minute Market.

Antonia Klugmann

Bologna Award 2018 va ad Antonia Klugmann, prima donna giudice del format italiano di Masterchef, perché attraverso la sua cucina offre quotidianamente una eccellente testimonianza dei valori della sostenibilità agroalimentare e della promozione dell’educazione alimentare. La sua è anche una sostenibilità declinata in chiave “pragmatica”, con un ristorante a numero limitato di coperti che permette di seguire “artigianalmente” i clienti e di sostenere il ristorante con un orto dedicato. Triestina di nascita, Antonia Klugmann, classe 1979, ha seguito i corsi di cucina generale e pasticceria della scuola Altopalato ed è stata impegnata per alcuni anni nella cucina dell'Harry's Grill di Trieste e successivamente in diversi ristoranti italiani. Nel 2006, insieme al sommelier Romano De Feo ha aperto l’Antico Foledor Conte Lovaria a Pavia di Udine, successivamente ha coltivato nuove esperienze in locali importanti di Venezia, e finalmente nel 2014 ha fondato il ristorante l'Argine a Vencò, in provincia di Gorizia, al confine tra Italia e Slovenia, in un habitat rigenerante in aperta campagna.

Giovanni Delù 

Giovanni Delù è diventato in breve tempo l’orticoltore più famoso di Francia: qualche anno fa approdava per uno stage dal Piemonte alla “corte” dei giardini di Versailles, dove gli è stato chiesto di rimanere per la sua grande abilità sul campo. Oggi il ventiseienne giardiniere originario di Murisengo (Alessandria) cura in team con due colleghi il Potager de la Reine, gli 8 mila metri quadrati del giardino della reggia di Versailles che riforniscono fra le altre la cucina stellatissima del parigino «Plaza Athénée» di Alain Ducasse. Con un occhio attentissimo alla sostenibilità che Bologna Award non poteva non notare, e riconoscere: grazie alle sue premure sono prodotti oltre trecento chili di verdure ogni settimana, dai pomodori alle rape, alle zucchine. Una griffe tutta italiana per i Giardini e gli Orti più blasonati di Francia. 

Filippo La Mantia  

Testimonial del World Food Programme con il suo “cous cous solidale”, Filippo La Mantia attraverso la sua cucina è un comunicatore esemplare della sostenibilità legata al cibo, e da sempre promuove l’attenzione nella prevenzione degli sprechi.  A 14 anni inizia a “strimpellare ai fornelli”. Nel 2001 decide di indossare la camicia da cuoco e si traferisce a Roma. Nel 2002 apre il primo ristorante, Zagara: una scommessa portata avanti da “oste e cuoco”. Nel 2006 accetta di trasferirsi in Indonesia, consulente per il resort Losari Coffee Plantation, a Giava. Torna nella capitale e apre La Trattoria, a due passi dal Pantheon. È stato il suo palcoscenico. Nel 2008 è al Safina, ristorante del Pevero Golf Club di Porto Cervo. Il legame con la città e i suoi abitanti lo riporta a Roma, dove cucina per capi di Stato e rock star. Adesso è a Milano, in piazza Risorgimento.

Nick Difino  

Food performer, autore di “Food Makers - viaggio intorno al mondo alla scoperta del cibo del futuro”, Nick Difino è autore e protagonista del docufilm “Alla Salute” doppio vincitore a Bologna del Biografilm Festival con il LifeTales Award - Premio della Giuria e Premio del Pubblico. Collaboratore di Repubblica nella sezione Cultura&Food è autore di format, spettacoli teatrali e di eventi sul cibo e Coordinatore di FAKE Doc: Bologna Award 2018 ha voluto riconoscere la sua straordinaria capacità di comunicare la “verità” e salubrità del cibo. Dopo la diagnosi di un cancro, in barba alla sua malattia Nick ha deciso di non rinunciare a ciò che lo rendeva felice: il lavoro, gli affetti ma soprattutto il cibo. Nel film “Alla salute” si alternano al suo video-diario la voce dei suoi amici, ospiti d’eccezione che cucinano i piatti preferiti di Nick e provano - fra un bicchiere di vino e una parmigiana di melanzane - a rispondere ai suoi interrogativi intorno alla felicità. Come spiega Nick: “la felicità si può trovare ovunque… Se la troviamo a tavola, tanto meglio!”

 

 


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