Promuovere la ricerca scientifica e tecnologica in tema di sostenibilità agroalimentare, ridurre l’impatto ambientale e sociale della produzione e distribuzione del cibo, sostenere una nuova e diffusa cultura nel segno dell’educazione alimentare sono gli obiettivi portanti di Bologna Award.

 

Raj Patel, economista di caratura mondiale impegnato per lo sviluppo sostenibile, Raj Patel è Professore di ricerca presso la Lyndon B Johnson School of Public Affairs all'Università del Texas, Austin e Senior Research Associate presso l'Unità di Studi umanistici della Rhodes University (UHURU), Sud Africa. Si è laureato all'Università di Oxford, ha conseguito master alla London School of Economics e alla Cornell University, ha lavorato per la Banca Mondiale e l'OMC. È stato co-professore con Michael Pollan al corso di Educazione Alimentare 2014 alla UC Berkeley. Nel 2016 è stato premiato con il James Beard Foundation Leadership Award. Ha testimoniato sulle cause della crisi alimentare globale al Comitato per i servizi finanziari della Camera degli Stati Uniti ed è membro dell'International Panel of Experts on Sustainable Food Systems. Oltre a numerose pubblicazioni accademiche in riviste di economia, filosofia, politica e salute pubblica, scrive regolarmente per The Guardian e ha contribuito a Financial Times, Los Angeles Times, New York Times, Times of India, The San Francisco Chronicle, The Mail on Sunday e The Observer. Il suo primo libro, Stuffed and Starved: The Hidden Battle for the World Food System (I padroni del cibo, Feltrinelli 2008)  era già una dettagliata analisi del Sistema alimentare globale. Il secondo, The Value of Nothing (Il valore delle cose e le illusioni del capitalismo, Feltrinelli 2010) è stato un best-seller planetario. Il più recente, scritto insieme a Jason W. Moore, è A History of the World in Seven Cheap Things (Una storia del mondo a buon mercato. Guida radicale agli inganni del capitalismo, Feltrinelli 2018). Attualmente lavora a un progetto documentario sul sistema alimentare mondiale.

 

Sunita Narain è una dei più noti ambientalisti a livello planetario. Conduce la sua ricerca con rigore forense unito alla passione, perchè la conoscenza possa portare ai cambiamenti di cui la terra ha bisogno. È Direttore Generale del CSE - Centro di ricerca per la scienza e l'ambiente (CSE) di New Delhi e redattore della rivista quindicinale Down To Earth. Nel 2016 è stata inserita dalla rivista TIME nell'elenco delle 100 persone più influenti del mondo. Ha preso parte al film di Leonardo di Caprio “Before the flood” per la sensibilizzazione sul futuro del pianeta.  Sotto la sua guida il CSE ha conquistato una notorietà vastissima attraverso campagne, ricerche e pubblicazioni. L'indice annuale Global Go To Think Tank dell'Università della Pennsylvania, riferimento del settore sul piano internazionale, ha posizionato per tre anni consecutivi, dal 2015 al 2017, il CSE fra i think tank ambientalisti più influenti dei Paesi in via di sviluppo. Nel 2015 CSE è stata anche riconosciuta come "istituzione pubblica dell'anno" dal principale standard commerciale indiano, il Business Standard. La carriera di Sunita Narain è iniziata nei primi anni '80 come co-ricercatrice di Anil Agarwal, fondatore di CSE. È stata co-autrice di pubblicazioni influenti sull'ambiente dell'India, condotto ricerche approfondite sulla governance e la gestione dell'ambiente del paese e ha diretto campagne sul controllo dell'inquinamento atmosferico. CSE è in prima linea nel richiedere una politica alimentare progettata per l'alimentazione, i mezzi di sussistenza, la biodiversità e la sostenibilità. Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti: nel 2005 è stata insignita del Padma Shri dal governo indiano. Nello stesso anno ha ricevuto il prestigioso Stockholm Water Prize per il suo lavoro sulla raccolta dell'acqua piovana e sulla gestione delle risorse idriche a livello di comunità. Penguin ha recentemente pubblicato il suo nuovo libro Conflicts of Interest, che racconta le campagne di CSE. Sunita Narain ha prestato servizio in importanti comitati del governo indiano per promuovere la politica ambientale e di sviluppo verso obiettivi di equità, sostenibilità e sostentamento. È membro del comitato consultivo del forum EAT.

 

Matteo Dell’Acqua è un genetista della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Dopo la laurea in Biologia dell’Evoluzione all’Università degli Studi di Milano, si è trasferito nella città della torre pendente per lavorare ai temi dell’agrobiodiversità e del miglioramento genetico delle colture. Matteo utilizza strumenti genomici, statistici e bionformatici per identificare i geni capaci di produrre nuove varietà che rispondano ai bisogni e alle aspettative dell’agricoltura del futuro. Lavora a fianco di studenti e ricercatori provenienti da paesi emergenti e con loro studia le interazioni tra la diversità genetica e la diversità culturale nei sistemi agricoli del sud del mondo. La sua ricerca coinvolge le comunità agricole di sussitenza nella selezione e produzione di nuove varietà che rispondano ai bisogni dell’agricoltura marginale, e per questo con loro è stato insignito del Bologna Sustainability and Food Award 2017.

 

Salvatore Ceccarelli è stato professore ordinario di Genetica Agraria presso l'Istituto di Miglioramento Genetico, Università di Perugia fino al 1987. Dal 1980 ha condotto ricerche presso ICARDA (il Centro Internazionale per la ricerca agricola in ambienti asciutti, Aleppo, Siria) fino al 2006, e ha servito il Centro come consulente fino al 2014. Ha lasciato la Siria nel 2011, per trasferirsi prima in Francia e poi in India fino al 2016. Attualmente è consulente freelance per varie organizzazioni tra cui Bioversity International. Durante la sua carriera, ha supervisionato quasi 25 studenti di master e dottorato, condotto corsi di formazione per ricercatori in Cina, Australia, Sud Africa, Filippine, Yemen, Giordania, Etiopia, Eritrea, India e Bhutan, e pubblicato oltre 280 lavori scientifici; è stato relatore in quasi 30 conferenze internazionali. Attualmente lavora in progetti in Uganda, Etiopia, Giordania, Iran, Nepal, Bhutan e Europa. Si occupa di miglioramento genetico, in particolare per la resistenza alla siccità in modo partecipativo e con popolazioni evolutive, e di relazioni tra biodiversità, cambiamento climatico, cibo e salute.


Bologna Award

Partecipa anche tu fai la tua candidatura

Segnala