Sostenibilità agroalimentare.

Chi ha paura del cibo cattivo?


Italiani, avanti tutta con la sostenibilità: il 23% dichiara che la sua prima preoccupazione è la salvaguardia dell'ambiente o la salubrità del cibo. Solo lavoro e disoccupazione precedono nella "hit" delle paure nazionali. Subito dopo arriva il terrorismo.

Sono i dati di "Chi ha paura del cibo cattivo?", la prima indagine nazionale sul rapporto fra italiani e sostenibilità, un progetto di Bologna Award 2017, a cura di Nomisma.

Sostenibile? È sinonimo di tutela dell'ambiente per 4 italiani su 10, della salute secondo il 23% degli intervistati. I politici? piuttosto impotenti per promuovere la sostenibilità, si aspetta qualcosa da loro solo 1 italiano su 4. Per gli altri meglio confidare negli agricoltori (27%) o fare da sè (23%). Soprattutto, la sostenibilità si conquista nel quotidiano con gli stili di vita: lo dichiara il 74% degli italiani. Un italiano su 4 si dichiara superpreparato in tema di sostenibilità (25%), ma il 18% ignora il significato della parola.

ROMA - La sostenibilità è un concetto ampiamente sdoganato per gli italiani. Una parola dai contorni parzialmente indefiniti, ma certamente un criterio entrato negli stili di vita quotidiani e nell'ispirazione delle scelte per l'acquisto del cibo. Lo evidenzia l'indagine "Chi ha paura del cibo cattivo? Gli italiani e la sostenibilità", promossa da Bologna Award - CAAB, Centro Agroalimentare con Fondazione FICO e Fondazione ENPAM, realizzata da Nomisma e presentata in anteprima in occasione del lancio di Bologna Award 2017.

Ma cosa vuol dire "sostenibile" per gli italiani? È un termine riferito all'ambiente e alla sua salvaguardia secondo 4 italiani su 10 (39%), o piuttosto alla tutela della salutesecondo il 23%. Ma c'è anche chi lo mette in relazione con la biodiversità (15%), con il cibo della tradizione (8%) e persino con l'economia (5%). In ogni caso, la parola sembra entrata nell'uso comune: il 25% degli italiani - 1 su 4! - si dichiara molto ferrato sull'argomento; il 58% la conosce anche se non si sente abbastanza informato sul tema e solo il 18% dichiara di ignorarne il significato. Preoccupazione per la sostenibilità? Fra gli italiani sembra molto diffusa: sommando la paura per i danni all'ambiente (13%) e alla salubrità del cibo (10%) il dato del 23% è secondo solo alla preoccupazione degli italiani per lavoro/disoccupazione (31%) e precede la preoccupazione per il terrorismo (19%), l'immigrazione (14%) e l'incertezza del clima politico (7%).

Ma quando un prodotto alimentare si puo' definire anche "sostenibile"? Su questo aspetto le opinioni divergono: il 18% assimila la sostenibilità alla produzione biologica, un altro 18% ritiene che sia sostenibile il cibo che si acquista direttamente dal produttore, mentre il 15% punta lo sguardo sulla "sostenibilità" del packaging, riciclabile o biodegradabile. Un 12% delle risposte guarda al produttore e al fatto che il cibo sia "sostenibile" se gli garantisce un equo compenso, secondo il 10% deve invece tutelare i diritti dei lavoratori e infine il 7% giudica sostenibile un cibo prodotto a basso impatto d'acqua.

Come promuovere e potenziare la sostenibilità alimentare? Su questo punto i politici non sembrano dare affidamento agli italiani: si aspetta qualcosa da loro solo 1 italiano su 4, il 24% Ma un altro 24% preferisce fare da sé e attivarsi in prima persona, mentre per il 27% è meglio confidare nell'industria alimentare (27%) o nell'agricoltura (17%). Soprattutto, la sostenibilità si conquista nel quotidiano con gli stili di vita e le scelte responsabili fatte personalmentelo dichiara ben il 74% degli italiani rispetto alla tutela dell'ambiente e il 67% rispetto a una crescita economica sostenibile che passa dalle scelte di ogni giorno negli acquisti. C'è spazio anche per un giudizio sull'agricoltura italiana: che garantisca produzione di migliore qualità rispetto a quella degli altri Paesi è l'idea di oltre 1 italiano su 2 (57%), il 35% ritiene che l'agricoltura nazionale garantisce prodotti sostenibili, a differenza di quella degli altri Paesi.

Dal campo all'acquisto, come comprano gli italiani? solo 3 intervistati su 10 dichiarano di privilegiare il prezzo più basso nell'acquisto del cibo (32%), ben 3 italiani su 4 (78%) dichiarano di scegliere il rapporto qualità/prezzo. L'attenzione alla qualità del cibo (58% delle risposte) si antepone alla comodità della sua fruizione (31%) ma anche alla caratteristica ecofriendly di un prodotto alimentare (39%). Il marchio biologico è il fattore protante delle scelte nel 28% dei casi mentre il 55% acquista soprattutto cibo che sa di non sprecate. Prima di aprire il portafoglio l'occhio va innanzitutto all'origine italiana (41%) e poi alla qualità della materia prima (39%). Il 14% dichiara di farsi influenzare dall'impatto calorico degli alimenti e il 5% si fa influenzare dagli aspetti legati al "cooking", nel momento dell'acquisto.

Press: Immedia SV ufficiostampa@volpesain.com
Cell 392 2067895 Daniela Volpe

Supporter
Unitec
Media Partner
QN il Resto del Carlino
Partner Tecnico
Nomisma

Ideated and promoted by

Caab Bologna
Fondazione Fico

In synergy with

Comune di Bologna
Regione Emilia Romagna
Enpam

Under the Patronage of

Ministero dell'Ambiente

Supporter

Unitec

Media Partner

QN il Resto del Carlino

Technical Partner

Nomisma

You can submit your candidature

Submit