11 ottobre, sold out per l’evento inaugurale di Bologna Award

il festival della sostenibilità promosso da CAAB e Fondazione FICO


Pubblico delle grandi occasioni per la preview nel cuore della città a Librerie.coop Ambasciatori. Un doppio appuntamento sul filo rosso della sostenibilità, raccontata attraverso le parole degli scrittori e le voci del pensiero del nostro tempo. Alla guida dell’incontro un volto decisamente familiare al grande pubblico, il conduttore televisivo Patrizio Roversi, che ha dialogato con molti protagonisti insieme al presidente di Fondazione FICO Andrea Segrè. In primo piano il dialogo fra lo scrittore Gian Mario Villalta, autore del romanzo “L’olmo grande”, e il direttore editoriale Aboca, Antonio Riccardi, che proprio con questo libro ha inaugurato la collana “Il bosco degli scrittori”, per la quale ha ricevuto il Premio Bologna Award 2019 City of Food Master. Subito dopo i riflettori si sono spostati sullo storico dell’alimentazione Massimo Montanari, vincitore del City of Food master per l’impegno sul versante divulgativo, condotto con la consapevolezza che Il cibo è cultura, Con lui hanno dialogato gli antropologi Marino Niola ed Eisabetta Moro, ordinari all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, impegnati sui temi della promozione della Dieta Mediterranea. A conclusione anche a Massimo Montanari è stato consegnato il Premio Bologna Award 2019 “City of Food Master” per la comunicazione della sostenibilità. Bologna Award 2019 prosegue domenica 13 ottobre, dalle 17 nell’Arena centrale di FICO Eataly World con il suo vincitore, l’economista inglese Raj Patel, e con dialoghi che vedranno protagonisti il giornalista Riccardo Iacona e la divulgatrice scientifica Eliana Liotta.

 

“IL MITO DI BOLOGNA LO FA IL VIAGGIATORE CHE VA IN TRATTORIA” Queste sono le parole di Massimo Montanari, premiato stasera all’inaugurazione del Bologna Award 2019. L’intero incontro è stato condotto da un brillante Patrizio Roversi che non tanto come “turista” capitato a caso a Bologna, ma come un vero direttore d’orchestra ha saputo tirare fuori dai nostri ospiti tante curiosità e riflessioni. Si è parlato di come la tecnologia nell’ambito agroalimentare abbia rivoluzionato il modo di lavorare e concepire le risorse, e a questo proposito il poeta Gian Mario Villalta racconta di come prima degli anni 90’ la terra fosse concepita come un qualcosa di “inesauribile”, da quel momento ci si inizia a rendere conto che le risorse non infinite, tutt’altro. Ed è questo uno dei temi centrali del Bologna Award, come sottolinea il professor Segrè, bisogna cercare di ridurre al minimo gli sprechi, soprattutto nell’ambito del cibo, per conseguire quanto più possibile un sistema sostenibile. Per l’impegno dimostrato nel portare in luce i temi riguardanti cibo e sostenibilità viene premiato il direttore editoriale di ABOCA Antonio Riccardi. La seconda parte dell’evento ha visto protagonista assoluto il celebre “Tortellino”. Patrizio Roversi ha infatti colto l’occasione per mettere sotto inchiesta di 3 esperti d’eccezione il recente caso del Tortellino al pollo. I docenti e antropologi Marino Niola e Elisabetta Moro sostengono rispettivamente che da una parte il tortellino sia una pasta accogliente per definizione e se si comincia con il dire cosa rappresenti o meno la tradizione sarebbe molto difficile considerate le numerose contaminazioni. D’altra parte la professoressa Moro ricorda tramite un episodio successo in una scuola, come sia possibile includere i cibi di diverse culture nella propria cultura, senza che questa perda identità o venga snaturata. Per il professor Niola inoltre, oggi non ci si distingue più per quello che si mangia, come direbbe Feuerbach, ma per quello che non si mangia. Il cibo può diventare uno strumento oltre che politico, di divisione e differenziazione. Questo è anche il pensiero di Massimo Montanari, il quale attraverso la citazione di Artusi “Bologna sarebbe il luogo ideale per essere un luogo di cucina nazionale” sottolinea l’impegno costante e millenario della città nell’essere inclusiva con le diverse culture. Il professore conclude svelando il mito di Bologna, costruito dal viaggiatore che andando in trattoria può scegliere se mangiare bolognese, italiano, tedesco in base alle sue preferenze. Si conclude così la prima giornata del Bologna Award 2019, ci vediamo Domenica 13 a FICO Eataly World dalle 17!


Bologna Award

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