“KEYS TO ITALY”

Una storia italiana. Cibo, cultura, amore.


Questo film è stato presentato oggi 14 ottobre nell'ambito del Festival Bologna Award, molto presto inizieranno le riprese, il cast è gia per buona parte definito: con Barbara Hershey, Renato Carpentieri, Andrea Arcangeli e Peppe Servillo è una produzione Studio Fierberg (USA) – Okta film (ITA), in collaborazione con CAAB - Centro Agroalimentare di Bologna e Fondazione FICO.

Un film per raccontare la “scoperta” della Dieta Mediterranea, ma anche e soprattutto l’estrema attualità dei suoi valori scientifici e culturali, dei suoi stili di vita: si intitola “Keys to Italy”. Una storia italiana. cibo, cultura, amore.  Il film scritto e diretto dal regista statunitense Andrew Fierberg è realizzato da un soggetto originale firmato da Andrew Fierberg e dagli antropologi Marino Niola e Elisabetta Moro, presentato oggi nell’ambito di Bologna Award Festival 2019. Il film è prodotto da Studio Fierberg per gli USA e da Okta film per l’Italia. Il progetto cinematografico è stato sviluppato con il sostegno di CAAB, Centro Agroalimentare di Bologna e Fondazione FICO.  “Keys to Italy punta a ripercorrere la vicenda dei coniugi Keys che, verso la fine degli anni Cinquanta in Cilento, “scoprirono” le virtù e i benefici dell’alimentazione delle popolazioni locali, coniando la definizione di “Dieta Mediterranea” attraverso una pubblicazione chiave, il libro “Eat Well and Stay Well - The Mediterranean Way” (1959), accolto da immediato e diffuso successo. La rivista americana Time dedicò ad Ancel Keys, biologo e fisiologo statunitense, la copertina del numero di gennaio del 1961. Nel 2004 Keys fu insignito dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi della Medaglia al Merito per la salute pubblica, per i suoi studi e per la divulgazione sugli effetti positivi della Dieta Mediterranea nell’alimentazione dell’uomo. E nel 2010 la Dieta Mediterranea è diventata Patrimonio immateriale dell’Unesco.

«Raccontare oggi il lavoro e le scelte di vita dei Keys in un film di fiction dalla narrazione moderna e accattivante – spiega il regista Andrew Fierberg – può offrire la ‘chiave’ per raccontare una storia che non è solo rilevante oggi, ma che può cambiare il nostro futuro. L’Italia svolge un ruolo chiave per tutto quello che ruota intorno al cibo e il turismo alimentare può contribuire a ricostruire un'economia sostenibile. La nostra idea è di sviluppare questa visione usando come base il concept della Dieta Mediterranea: un patrimonio culturale enorme, forte di significati e valori condivisi legati alla cultura, all’ambiente, alla salute, alla società e al tessuto produttivo».

E, in occasione della presentazione di Bologna, è annunciata una parte del cast di “Keys to Italy”. Fra i personaggi, la nota attrice americana Barbara Hershey, già protagonista di memorabili pellicole hollywoodiane. Hershey interpreterà Bridget, un’affermata ricercatrice scientifica statunitense. Nel ruolo protagonista di Pasquale troviamo il giovane e talentuoso attore Andrea Arcangeli, classe 1993, già noto per le sue numerose interpretazioni in film come "Partly Cloudy di Marco Pontecorvo con John Turturro, e "The Start Up", diretto dal regista Alessandro D'Alatri; e in programmi televisivi "Trust", diretto da Danny Boyle, scritto da Simon Beaufoy e co-prodotto da Christian Colson per il canale FX. Accanto a lui due grandi nomi del cinema e dello spettacolo italiano: Renato Carpentieri, già attore per Gianni Amelio, Mario Martone, Nanni Moretti, Roberto Andò e Daniele Lucchetti, tra gli altri, impegnato nel ruolo di Mario, lo zio del giovane Pasquale; e Peppe Servillo, artista poliedrico che nel film sarà Enzo, un personaggio dai trascorsi tormentati. Le riprese del film sono previste per la primavera del 2020.

Sarà italo-americano il set e avrà come location le città di New York, Napoli e il Cilento, oltre alla città di Bologna, della quale i coniugi Keys scoprirono negli anni Cinquanta il cibo tradizionale, decidendo di inserire le ricette originali dei tortellini, del ragù e delle lasagne nel best seller “Eat Well and Stay Well – The Mediterranean Way". Così l'Università della città “Dotta” e “Grassa”, cuore della ricerca e dello sviluppo agroalimentare nazionale, sarà al centro di alcune riprese, perché il protagonista, Pasquale, studente della Facoltà di Agraria, si è aggiudicato il Bologna Award grazie a un progetto speciale: eppure rifiuterà le prospettive di una carriera accademica per tornare a lavorare i terreni di famiglia. New York è invece la città nella quale i due personaggi femminili, Bridget e Selina, vivono e lavorano all’inizio della storia. Napoli, è la città in cui i coniugi Keys hanno scoperto gli effetti positivi della Dieta Mediterranea sulla salute delle persone. Qui incontreranno Mario ed inizierà il loro “Viaggio in Italia”. Pollica, nel Cilento, con il suo piccolo villaggio Pioppi, è riconosciuta dall’Unesco come una delle sette Comunità Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità, dove la Dieta Mediterranea è ancora viva, trasmessa, protetta e riconosciuta come parte del patrimonio culturale immateriale condiviso. Qui, hanno vissuto i coniugi Keys per 35 anni, e lo stesso luogo vedrà la nascita della storia d’amore tra Pasquale e Selina.

 Ancel Keys è stato un biologo e fisiologo statunitense, noto soprattutto per i suoi studi sull’epidemiologia delle malattie cardiovascolari, che lo condussero a formulare le ipotesi sull’influenza dell’alimentazione su tali patologie e sui benefici apportati dall’adozione della Dieta Mediterranea. Nel 1939 gli venne affidato dal Ministero della Difesa americano l’incarico per la creazione di una razione militare completa e poco ingombrante per paracadutisti. Creò così la razione K, chiamata così proprio dall’iniziale del cognome dei Keys. I suoi primi studi riguardarono gli effetti sulla fisiologia e sulla biologia umana dell’inedia e della malnutrizione. Ancel Keys organizzò un periodo di ricerca nella città di Napoli, recandosi con sua moglie Margaret nel 1952. Insieme proposero un’indagine sui consumi alimentari che fornisse dati comparativi a quelli raccolti negli Stati Uniti, in relazione al rischio di malattie dell’apparato cardiocircolatorio. Bastarono pochi mesi per stabilire che il regime alimentare a Napoli era povero di grassi e che soltanto le persone ricche subivano attacchi cardiaci. Nel 1958 gli scienziati americani diedero il via al progetto definito “Seven Countries Study”, uno studio comparativo dei regimi alimentari di 14 campioni di soggetti, di età compresa tra 40 e 59 anni, per un totale di 12.000 casi, in sette paesi di tre continenti (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia). I dati raccolti parlavano chiaro: fra le popolazioni del bacino del Mediterraneo, che si cibavano in prevalenza di pasta, pesce, prodotti ortofrutticoli e utilizzavano esclusivamente olio d’oliva come condimento, la percentuale di mortalità per cardiopatia ischemica era molto più bassa dei soggetti di paesi dove il regime alimentare quotidiano includeva molti grassi saturi (burro, strutto, latte, carne rossa). La pubblicazione dei risultati che dimostravano l’esistenza di un rapporto fra l’elevata incidenza delle cardiopatie coronariche e il consumo di grassi saturi in sette Paesi, li resero celebri in tutto il mondo. I coniugi Keys si trasferirono a Pioppi e vissero nel villaggio dei pescatori per 35 anni. Ancel Keys morì nel 2004 a 100 anni, mentre Margaret nel 2013, a 97 anni.

  «Questa storia significa molto per me. Sono un americano che ha trovato casa in Italia: affetti, ambienti, amicizie, tradizioni, paesaggi - racconta ancora il regista Andrew Fierberg.- Vorrei poter celebrare tutto questo attraverso un film. Vorrei raccontare quanto il cibo abbia influenzato le persone, e quanto possa ancora farlo. Sono particolarmente interessato alla dimensione contemporanea della scoperta di Ancel e Margaret Keys, e ai temi che solleva per il nostro tempo. Voglio far conoscere al mondo la portata della ricerca scientifica dei coniugi americani e la loro storia d'amore per l'Italia».

E l’antropologa Elisabetta Moro aggiunge che «questo film di respiro internazionale è un’occasione per potere rivendicare il primato dell’Italia sulla Dieta Mediterranea, perché è qui che è stata scoperta ed è da qui che nell’attuale emergenza climatica può proporsi al mondo in quanto stile di vita sano, ecocompatibile e fondato su uno straordinario patrimonio gastronomico». Sottolinea l’antropologo Marino Niola che «La via della sostenibilità parte dall’Italia e passa per Bologna. La sua formula vincente si chiama dieta mediterranea, un modo di produrre e di consumare che coniuga essere e benessere, economia ed ecologia. È il cuore antico del Made in Italy».

«Il 16 novembre del 2010 la Dieta Mediterranea veniva proclamata dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, quale progetto ispirato a un modello di vita e non solo di alimentazione: quello individuato dalla FAO come il più sostenibile, sano e alla portata di tutti– spiega il presidente di Fondazione FICO Andrea Segrè – CAAB e Fondazione FICO sostengono con entusiasmo il progetto di un film che restituisce l’importanza e l’attualità di una ricetta per il futuro alla portata di tutti». Alessandro Bonfiglioli, Direttore Generale CAAB e Segretario generale FONDAZIONE FICO, conferma che «la promozione della Dieta Mediterranea e dei suoi valori è mission prioritaria della Fondazione FICO. Il linguaggio del cinema può favorire una svolta culturale intorno al cibo, per questo abbiamo voluto sostenere un progetto che valorizza non solo la città di Bologna, location di molte riprese a partire dal 2020, ma anche il Parco FICO Eataly World, che diventerà parte integrante di un concept cinematografico dedicato alla sostenibilità agroalimentare».

                                                                            

Andrew Fierberg è un regista e produttore cinematografico americano. Ha diretto nel 2015 El cielo es azul e ha prodotto più di 40 film indipendenti, tra questi ricordiamo AMLETO di Michael Almereyda, SECRETARY di Steven Shainberg, YES di Sally Potter e, più recentemente, MY ART di Laurie Simmon. Il suo lavoro con Isaac Julien e Amie Siegel si interseca con l'architettura, il cinema e l’arte. È stato Media Producer per il padiglione americano alla Biennale di Architettura di Venezia 2014. Ha appena concluso la serie televisiva THE GIRLFRIEND EXPERIENCE, la sua seconda collaborazione con Lodge Kerrigan e Steven Soderbergh. Ricopre diversi ruoli all’interno di varie realtà tra cui: è nel Consiglio Direttivo della rivista Bomb e della galleria Storefront for Art and Architecture (NYC); è nel Comitato Finanziario del Film Forum e nel Comitato Esecutivo del Sag Harbor Cinema Arts Center; infine è un Membro Associato presso il Dipartimento di Studi Visivi e Ambientali dell'Università di Harvard.


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